lunedì 16 marzo 2015

Giusto ieri, a Indian Wells, Gulbis  ha raccontato alla stampa che ama Milos Raonic come persona, ma che odia vederlo giocare. Forse, ma solo forse, preferisce  Kyrgios, anche se i giocatori "così macchinosi" non gli garbano. Sorvolando sulla preparazione del dritto del sublime lettone, macchinosa fino al parossismo, bisogna ammettere che le sue conferenze stampa dovrebbero essere trasmesse a reti unificate in tutti i paesi che si definiscono avanzati. Tra le decine di dichiarazioni confezionate dai tennisti ad uso e consumo della propria salvaguardia personale, il pensiero libero di Gulbis va tutelato con ogni mezzo. Forza Ernesto!

Vai Cristiana! Primo trionfo tra i pro.

Nella desolante attesa di un bagliore accecante, tentiamo di trovar conforto in qualche lume che pure comincia ad accendersi. Alla Vokl Cup, in scena sul sintetico siculo di Solarino, provincia di Siracusa, Cristiana Ferrando, nipote di Linda, zia ligure top 40 a metà anni '90, ha centrato il primo successo in un torneo Itf. E va bene, lo scalino è il più basso del tennis pro, ma il carattere con cui lungo il torneo ha tenuto di testa in situazioni molto complesse fa ben sperare, soprattutto considerato che, da tempo, sembra essere proprio la testa a frenare l'ascesa di troppe tenniste di casa nostra. La finale, vinta con un doppio 6-3 sulla francese Ramialison, terza testa di serie, ha rappresentato per paradosso il momento semplice del torneo; un torneo che deve essere il viatico per una grande stagione: se Cristiana non dovesse chiudere l'anno tra le prime 400, potrei considerare l'opzione di chiudere questo blog.

sabato 7 marzo 2015

Ci chiediamo sempre le solite cose: Rafa o Roger? Roger o Rafa? Djokovic, a fine carriera, sarà entrato nel grande firmamento? E il fidanzamento tra Griga e Masha è destinato a durare? 
Guardiamo sempre in alto; al rovescio baciato dal Dio dei rovesci di Wawrinka, ai contratti di sponsorizzazione multimilionari di Nishikori e alla mise delle belle signore che, per diritto ereditario, affollano il centrale di Wimbledon.
Ma ci sono anche i diseredati, i senza Dio, i quartieri poveri della racchetta. Ci sono Gonzalez e Monaco che affrontano Sa e Souza davanti a dieci persone a Sao Paulo. O Grigoriu e Paval che contendono le ottanta sterline per i qualificati al secondo turno a Ghedin e Grassi, davanti all'arbitro e a un paio di giudici di linea distratti, da qualche parte in un challenger scozzese. 
Ma ad un certo punto, dalla meravigliosa suburra del doppio internazionale, grazie alla Coppa Davis e alla tivù, che ogni tanto fa quello che deve fare, saltano fuori i gemelli Bryan opposti a Inglot e al fratello ignoto di Murray. Spettacolo. Uno degli eventi dell'anno. I britannici, nettamente sfavoriti contro gli imperatori della specialità, hanno appena recuperato da due set sotto nella bolgia di Glasgow. Mentre scrivo, il punteggio è di sette pari al quinto. Nessuno sa come andrà a finire, ma tutti sperano che duri il più possibile. Gran Bretagna e Stati Uniti e la rivincita del doppio: che specialità fantastica.

venerdì 27 febbraio 2015

La paffuta portoricana Monica Puig, recente giustiziatrice di Sara Errani ad Acapulco, è stata estromessa iersera dal torneo. Ad esserle fatale, l'ormai spento ma comunque solido palleggio  dell'ex bimba prodigio  Sesil Karatantcheva, capace di raggiungere i quarti del Rolando nel 2005 prima di compiere sedici anni e di imboccare un precocissimo viale del tramonto funestato da un'oscura storia di nandrolone. Fatto sta che la bulgara, poi kazaka, forse ora nuovamente bulgara, di sicuro una personalità complessa, nel 2015 ha ottenuto come miglior risultato il terzo turno nelle qualificazioni di Auckland, dov'è stata brutalizzata dalla Radwanska minore, e nel 2014 vanta un quarto all'international di Quebec City, perso maluccio da Mirjana Lucic-Baroni. Eppure ieri ha superato la Puig, che spenderà pure una discreta porzione dei prize money in ristoranti, ma che rimane una potenziale stellina in graduale ascesa. E che, giusto ieri, aveva annientato la Errani. Morale della favola? Per fortuna non esiste la proprietà transitiva, nel tennis.

giovedì 26 febbraio 2015

Lorenzo Fares: - "I colpi di Gasquet sono leggerini, Federer ci si appoggia alla grande".

E io, stupido, che ho sempre pensato che fossero i giocatori leggerini ad appoggiarsi ai colpi pesanti...
La domanda è scomoda, ma qualcuno deve fare lo sporco lavoro. E dunque: come faceva, Sara Errani, a vincere le partite sul veloce? Davvero, la questione mi sta turbando da tempo. Ieri, nel dormiveglia, mentre ad Acapulco andava in scena il match di secondo turno di "Sarita", le fucilate in risposta di Monica Puig, che ripetutamente si faceva beffe del curioso movimento con cui la faentina rimette la palla in gioco, avevano le sembianze dei peggiori incubi. Le vittorie sul "duro" della Errani, semplicemente, non potevano essere. Solo che, qualche anno fa, le sue partite avevano le fattezze dei sogni.

mercoledì 25 febbraio 2015

A parte il fatto che non ho mai visto uno spot peggiore: personaggi improbabili e posticci sullo sfondo dei Fori Imperiali, intenti a pronunziare slogan situazionisti inverosimili. Dove li hanno scelti vestiti così male? La pubblicità che da mesi e mesi circola su Supertennis Tv, che si propone di invogliare i fedeli a recarsi nella capitale per assistere al Master 1000 su terra battuta, è ampiamente la produzione più invasiva, molesta ed esacerbante i comuni problemi della quotidianità mai apparsa su un monitor televisivo. Se non fosse che gli Internazionali sono ormai l'unico torneo maggiore rimasto nel nostro saccheggiatissimo paese, mi augurerei che l'intollerabile reclame fosse la causa causarum di un brusco calo di ascolti e spettatori paganti. In modo da non doverla più sorbire l'anno venturo.